L'autostrada del Pamir
#155 Mappe - Tagikistan 🇹🇯: una strada unica nel suo genere.
Ciao, buon lunedì!
Stai leggendo una nuova puntata di Mappe: la newsletter che ti parla di storie, culture e persone. Rigorosamente un Paese alla volta, irrimediabilmente ogni lunedì mattina.
Mappe è anche la newsletter da consigliare al tuo barista di fiducia: quello a cui chiedere “il solito, grazie!” ogni lunedì mattina, mentre leggi la nuova puntata.
I numeri della Pamir Highway
Mi è venuta voglia di andare in Tagikistan. Dico sul serio: nei prossimi dieci anni vorrei assolutamente viaggiare lungo la Pamir Highway.
L’Autostrada del Pamir è lunga circa 1200 chilometri e attraversa il Tagikistan, uno dei tanti Paesi dell’Asia Centrale diventati indipendenti dopo il crollo dell’URSS all’inizio degli anni Novanta.
Più nel dettaglio, la Pamir Highway è un luogo straordinariamente concentrato di meraviglie e contraddizioni, unico nel suo genere: collega la capitale tagika Dushanbe con la città di Osh, in Kirghizistan.
Formalmente è un tratto della M41 - che a ovest prosegue fino in Uzbekistan - e vanta alcuni record: per esempio, è la seconda strada carrabile più alta del mondo dopo la Karakorum Highway, tra Cina e Pakistan.
Come si vede dalla cartina qui sopra, per un lungo tratto lambisce il territorio montuoso dell’Afghanistan.
Tutti gli scatti che vedrai da qui in avanti mi sono stati gentilmente condivisi da rocco_semler, che ha percorso da pochi giorni l’intera tratta della Pamir Highway.
Un’autostrada in Tagikistan
L’ho già detto che voglio percorrere la Pamir Highway?
Dicevamo: una strada carrabile… ma con diversi asterischi: i 1200 chilometri sono costellati anche di tratti impervi e sterrati, spesso immersi nella neve, dove quasi non si vede la prosecuzione della traccia stradale. La Pamir Highway attraversa diversi passi che superano i 4.000 metri: il più alto è il passo Ak-Bajtal, a 4.655 metri.
Ogni anno sempre più turisti arrivano in Tagikistan per percorrere la Pamir Highway: molti viaggiatori ne sottolineano anche l’ospitalità di chi gestisce le guest house lungo l’autostrada.
L’ha percorsa Nicolò Balini nel suo Stan Tour - “è la strada più bella che abbiamo mai percorso” ha detto -, la pedalano diversi ciclisti che si divertono a percorrere queste altezze in bici, e la si può scoprire anche in autostop. Meglio da Dushanbe verso il Kirghizistan - dove la benzina è più conveniente - e non nella direzione opposta.
In verità, il turismo sta sensibilmente aumentando in tutti i Paesi Stan:
l’Uzbekistan è tra i sette Paesi al mondo in cui il turismo è più aumentato tra 2019 e 2025 (del 73%)
in Kazakistan sta aumentando - e di molto - l’ecoturismo attraverso i suoi parchi nazionali
con percentuali inferiori, anche il Tagikistan sta cercando di accrescere una forma di turismo “lenta e sostenibile”
C’entra anche l’instabilità politica in Iran, Medio Oriente e Russia. I Paesi Stan sono una golosissima alternativa per i viaggiatori che si spostano dall’Europa verso l’Asia Orientale: è il caso di chi, per esempio, tenta di compiere il giro del mondo a piedi o in bicicletta, un fenomeno sempre più comune attraverso i social.
I confini con Cina e Kirghizistan
Il territorio del Tagikistan è composto per circa il 90% da montagne: forse si era intuito dalle foto precedenti.
A nord confina con il già menzionato Kirghizistan, mentre a est incontra il punto più occidentale verso cui si spinge la Repubblica Popolare Cinese. La stretta attualità del Tagikistan si lega a entrambi i Paesi.
Kirghizistan e Tagikistan hanno messo fine, proprio un anno fa, a una disputa che durava da diverso tempo: hanno definito i mille chilometri di confine che li separano e che nel 2022 avevano causato decine di morti in uno scontro tra gli eserciti dei due Paesi.
Questo nuovo accordo favorisce, ancora di più, la possibilità di viaggiare tra i due Paesi per i turisti.
La longa manus cinese
Lo scorso anno la Cina è diventata il primo partner commerciale per il Tagikistan, per una somma di oltre 3 miliardi di dollari.
Nasce tutto dalla “Nuova Via della Seta”: l’iniziativa strategica della Cina - annunciata nel 2013 da Xi Jinping in occasione di una visita in Kazakistan, tra l’altro - per il miglioramento e la crescita dei suoi rapporti commerciali con i Paesi di Asia ed Europa, ma che presto si è allargata anche ad Africa e il resto del mondo.
Il Tagikistan è pienamente coinvolto: il confine tagiko-cinese è regolato dal valico del Passo Kulma, anch’esso oltre i 4.000 metri d’altezza, ma è da diversi anni che la Cina investe per il miglioramento delle connessioni stradali tagike.
Per esempio, la compagnia di costruzioni cinese China Road and Bridge Corporation (CRBC) ha costruito il tratto autostradale che collega Dushanbe con Chanak, città di confine a nord del Tagikistan.
Più in generale, in Tagikistan si rivede il medesimo schema applicato dalla Cina in tanti Paesi di cui abbiamo parlato su Mappe, come Gibuti, Congo, Uganda: sempre più opere e infrastrutture sono finanziate dal gigante asiatico, che porta però gli stessi Paesi beneficiari a contrarre un debito poi ripagato a fatica.
Tra le varie modalità con cui il Tagikistan sta “ripagando” la Cina, c’è anche la questione territoriale: nel 2011 oltre 1000 km² di territorio nelle montagne del Pamir sono stati ceduti alla Repubblica Popolare Cinese.
🇹🇯🇹🇯🇹🇯
Io sono Andrea Codega e Mappe è un progetto indipendente e gratuito, dal 2022. Prova ad approfondire storie, culture e persone in mezzo alla bulimia mediatica dei nostri tempi, un Paese alla volta.
Puoi promuovere il tuo brand e sponsorizzare una puntata di Mappe 👉 qui
Se ti va, puoi anche supportare il progetto Mappe con un caffè 👉 qui
La mappa della settimana

E per finire
La puntata di Mappe da recuperare oggi:
La foto più /aesthetically pleasing/ vista di recente:

Cose lette in questi giorni:
Gli affitti in Cisgiordania finiti su Booking, sul Guardian
La Google Search cambia dopo 25 anni, sul New York Times
L’Italia ha di nuovo tanti maratoneti talentuosi, su L’Ultimo Uomo
Cose viste o ascoltate in questi giorni:
Capire se possiamo parlare con gli animali, di Lucy sui mondi
La prima guerra “AI-first” della storia, di Il mondo a pezzi
La versione di Bernie Sanders sugli USA, di Francesco Costa
Titoli di coda

Scrivi a mappenewsletter@gmail.com per domande, suggerimenti, proposte.
Puoi visitare il profilo Instagram e l’archivio per scoprire tutti i contenuti precedenti. Per leggere comodamente la newsletter, puoi anche scaricare l’app Substack.
Se ti è piaciuta, lascia un cuore in fondo alla puntata.
Grazie e a presto!









