Dieci confini per raccontare il mondo
#163 Mappe - Confini 🗺️: dalle Isole Diomede alla Triple Frontera, dal Corridoio del Wakhan a Four Corners.
Per Mappe è arrivato il momento della pausa estiva: con la puntata di oggi ci salutiamo per un po’.
Questa puntata è un po’ diversa e probabilmente più leggera rispetto agli ultimi episodi. Parla di dieci confini: i più bizzarri, inconsueti e quelli che meglio raccontano il mondo che osserviamo ogni giorno. Per “confine” si intende una linea o area di separazione e contemporaneamente di contatto tra due insiemi geografici o politico/amministrativi.
Nelle prossime settimane mi troverò in Sud America e da lunedì 17 agosto Mappe ritornerà con una sezione tutta nuova: “Diari di viaggio”. Ci sentiamo presto.
Ciao, buon lunedì!
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Le ultime puntate hanno approfondito la charter city di Próspera in Honduras e l’emergenza climatica vista dalla Nigeria e dall’Africa.
1) Isole Diomede - USA, Russia
Questi due isolotti rocciosi si trovano in mezzo allo stretto di Bering, in foto: lo stretto è lungo 83 km e collega geograficamente due colossi come Russia e USA.
A più riprese i due Paesi hanno ipotizzato la costruzioni di ferrovie, ponti o tunnel che potessero collegare le due estremità: i progetti non hanno mai preso il via, e dunque le isole Diomede sono il punto più vicino tra Russia - possiede l’isola più grande, a sinistra - e USA - rappresentata da quella a destra -.
Nel sottile braccio di mare che le separa scorre anche la linea internazionale del cambio data: tra il fuso di Grande Diomede (Russia) e Piccola Diomede (USA) ci sono ben 21 ore di differenza, nonostante l’estrema vicinanza. Quando sull’isola russa è il mezzogiorno di lunedì, su quella statunitense sono ancora le 15:00 di domenica.
2) Corridoio del Wakhan - Afghanistan, Cina
Ho scoperto alcuni dettagli di questo territorio durante la puntata sul Tagikistan: Il Corridoio del Wakhan è una remotissima regione dell’Afghanistan, che arriva a collegare Kabul addirittura con la Cina. Storicamente ha assunto il ruolo di zona “cuscinetto” tra l’impero russo, la Cina e l’India.
Lungo solo 76 km, è il confine con il più grande cambiamento di orario tra due Paesi: tre ore e mezza.
Il Corridoio è oggi costellato di piccoli villaggi, gli abitanti locali - i Wakhi - parlano una lingua imparentata con il persiano antico. Il territorio è così isolato che a lungo i suoi abitanti non hanno saputo nulla della presenza dei talebani e dell’invasione statunitense in Afghanistan.
3) Stretto di Bāb el-Mandeb - Gibuti, Yemen
Ne avevamo parlato nella puntata su Gibuti: separa Gibuti e Yemen - e dunque il Corno d’Africa dal Medio Oriente - per soli 40 km.
Come ha dimostrato Hormuz, gli stretti rivestono una crucialità geopolitica sempre più grande: quello di Bāb el-Mandeb è letteralmente la porta d’ingresso per Mar Rosso e Canale di Suez, che permettono alle navi mercantili di raggiungere il Mar Mediterraneo dall’Asia. Da qui passa il 12% del traffico commerciale mondiale.
Negli ultimi anni diverse navi mercantili che passavano per lo stretto sono state attaccate dagli Houthi: un gruppo armato dello Yemen e grande alleato sciita dell’Iran nella regione medio-orientale.
4) Neum - Bosnia-Erzegovina, Croazia
La conformazione della Bosnia-Erzegovina - Paese indipendente dal 1992 - è molto divertente: è come se la Croazia avesse deciso a tavolino di non concederle uno sbocco sul mare… a parte la piccola eccezione di Neum.
La città di Neum è infatti l’unico corridoio che garantisce uno sbocco sul mare alla Bosnia Erzegovina: i suoi abitanti sono per circa il 90% croati, e prima e dopo la costa croata prosegue ininterrotta.
Nel 2022 è stato inaugurato il ponte di Sabbioncello - Pelješki most in croato -, che collega la costa croata con la penisola di Pelješac, permettendo quindi di evitare i controlli con la frontiera bosniaca.
5) Peñón de Vélez de la Gomera - Spagna, Marocco
Ci troviamo sulla costa del Marocco che si rivolge verso la Spagna, poco più a ovest di Gibilterra. Qui si trova una minuscola frontiera - la linea tratteggiata in rosso - che separa l’intero Marocco da Peñón de Vélez de la Gomera, un promontorio appartenente alla Spagna.
La frontiera è lunga meno di 90 metri e si trova a poco più di 100 km di distanza da Ceuta e Melilla: quest’ultima è proprio la città che amministra il promontorio.
Peñón de Vélez de la Gomera, Ceuta e Melilla formano le cosiddette “plazas de soberanìa”, territori nordafricani che rimangono sotto la Spagna: insieme ai tre citati, ci sono anche le isole Alhucemas e Chafarinas.
6) Four Corners - Arizona, Colorado, New Mexico, Utah
Una suddivisione “geometrica” che richiama quella di stampo europeo operata in Africa, sul finire dell’Ottocento.
Four Corners è l’unico punto degli Stati Uniti in cui si incontrano ben quattro Stati federati: Utah, Colorado, Arizona, New Mexico. In questo punto è presente il Four Corners Monument: è uno dei simboli più noti del volto più ancestrale degli USA, in un territorio dove si trova anche la Riserva Navajo, il gruppo etnico più consistente tra i nativi americani.
7) Baarle-Nassau e Baarle-Hertog - Belgio, Paesi Bassi
Questo è indubbiamente il caso più particolare della lista, sembra un’opera cubista.
Baarle-Hertog è una città belga di 3.000 abitanti, Baarle-Nassau conta invece più di 6.000 abitanti e si trova nei Paesi Bassi. Praticamente la città belga si trova all’interno di quella olandese, ma a sua volta si trovano sette contro-enclavi olandesi all’interno del territorio opposto.
È tutto così articolato che il confine passa attraverso alcune case, ristoranti e librerie.
8) Nuova Guinea - Indonesia, Papua Nuova Guinea
Questo confine mi è sempre piaciuto: in verde si può notare l’estensione dell’Indonesia, che però si divide quasi esattamente a metà l’isola della Nuova Guinea con la Papua Nuova Guinea. La prima occupa io 47% dell’isola, la seconda il 53%.
È significativo per due motivi: è l’unico confine terrestre tra Asia e Oceania - a cui appartiene la Papua Nuova Guinea - e l’unico confine non marittimo dell’intera Oceania. Anche in questo caso, la linea retta del confine è un’eredità della colonizzazione europea dell’isola.
9) Triple Frontera - Argentina, Brasile, Paraguay
Ed ecco che arriviamo al Sud America: ci troviamo nei pressi del parco nazionale argentino dell'Iguazú, dove l’omonimo fiume dà vita alle straordinarie cascate dell’Iguazú.
Alla Triple Frontera si incontrano Iguazù e Paraná, ma soprattutto tre Paesi come Argentina, Brasile e Paraguay. Nel mondo esistono 157 triplici frontiere, e questa è quella con il maggior numero di abitanti nelle vicinanze: quasi un milione di persone.
Da diversi anni è anche un territorio fertile per il commercio illegale di armi, cellulari e cocaina. La vicina Ciudad del Este, in Paraguay, è un importante epicentro per il crimine organizzato sudamericano.
10) Passport Island - Arabia Saudita, Bahrein
Questa carrellata si chiude con un’area di confine peculiare: Passport Island, che collega il Bahrein - la porzione di terra a destra - con l’Arabia Saudita.
L’isola è una creazione artificiale ed è stata costruita in concomitanza con il Ponte Re Fahd - in onore di Fahd bin Abdulaziz Al Saud, re e primo ministro saudita dal 1982 al 2005 -. Lungo 25 km, è stato inaugurato nel 1986 per collegare i due Paesi del Medio-Oriente, che gestiscono rispettivamente le frontiere nella propria porzione dell'isola.
L’isola facilita il passaggio di persone e merci “via terra” tra Arabia Saudita e Bahrein: per quest’ultimo è chiaramente l’unico confine terrestre.
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La mappa della settimana

E per finire
Le tre puntate di Mappe da recuperare in queste settimane:
La foto più /aesthetically pleasing/ vista di recente:

Cose lette in questi giorni:
L’impatto ambientale dei data center, su A Fuoco
Dietro avocado, quinoa e açai ci sono i danni del consumismo, su Rivista Studio
Decine di migliaia di russi stanno cambiando Tbilisi, su Il Post
L’isolazionismo statunitense interno ed esterno, su Stati di salute
Cose viste o ascoltate in questi giorni:
Cacciare Fedorov è il grande errore di Zelensky, di Stories
Come inizia l’Odissea, di Luca Misculin per Il Post
Titoli di coda
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Newsletter bellissima. Sono sempre stato affascinato dai confini bizzarri. Arbitrari, ma poi ti rendi conto che hanno un impatto reale. Recentemente sono stato al Dreilanderbrukke fuori Basilea: sul ponte puoi stare a cavallo tra Francia e Germania mentre guardi la Svizzera. Si attraversano i tre confini nel giro di pochi minuti e ti rendi subito conto del cambiamento radicale di atmosfera tra i tre paesi (oltre che di lingua).
Che articolo meraviglioso. Ha soddisfatto il mio feticcio per confini (e muri). Grazie